Alice Padovani

black and fluo dyptic detail 2

Alice Padovani
Black and fluorescent nest

Serie Collezione di una gazza ladra

Tecnica mista | assemblaggio in teche entomologiche: piccoli oggetti, spilli entomologici, un coleottero al centro

Dittico, 2017-2019

Dimensioni / 50 x 110 x 6 cm

black and fluo dyptic

L'opera

L’idea alla base di quest’opera è quella di classificare in una sorta di archeologia umana, quasi fosse una grande teca entomologica affettiva, oggetti come ricordi tangibili del nostro vissuto. Spazzatura rielaborata che riacquista importanza o forse collezione di fallimenti che restituisce la vacuità del tentativo di mettere ordine al caos. Una pulsione ad archiviare, riunire, organizzare e controllare concretamente la parte fenomenica della nostra esistenza per mettere ordine a quella più effimera e intangibile. Ricordi personali sotto forma di piccoli oggetti raccolti e ordinati al cui centro si staglia un coleottero in tutta la sua bellezza alienante, a ricordarci la nostra appartenenza al mondo animale, a riportarci all’idea della natura come centro e pulsione a cui aspirare. Distacco e ricerca di un’emotività difficile da gestire: spillare l’oggetto non significa altro che trattenerlo per conservarne la memoria.

Scrive di questa serie di lavori il critico e curatore Kevin McManus:

Innanzitutto, il discorso formale della raccolta è qui portato agli estremi: c’è una fascinazione per l’allestimento, per il gioco di simmetria e variazione, per l’associazione warburghiana di stimoli visuali […]. Parlerei, a questo proposito, di una sorta di ritualità dello sguardo, di un’oscillazione ritmica, incantata, tra il tutto dell’opera finita e la singolarità di ciascun suo componente, naturale o artificiale che sia.

[…] L’occhio, di fronte all’installazione, compie un percorso costante e sempre parziale: è attratto dall’oggetto singolo, dalla sua pura e semplice presenza fenomenica; successivamente, però, è portato a spostarsi sull’oggetto vicino, e quindi su un gruppo di oggetti, guidato da uno stimolo di senso opposto, squisitamente umano, che cerca analogie e criteri d’insieme; infine, si lascia catturare dal quadro, dall’opera nella sua totalità, dal dinamismo dato dall’asimmetria della composizione, e da qui torna a “zoomare” sui singoli elementi, in un processo circolare regolare, ma diversificato nella scelta del punto da fissare. […] questi lavori, soprattutto se visti nella logica cumulativa del collezionista, finiscono per parlarci di noi, della voracità del nostro sguardo, e della fragile illusione che esso sia in grado di controllare il mondo, mentre non vorrebbe fare altro che accarezzarlo e farsene possedere.

 

D2

D1

 

Alice Padovani

Attraversando differenti tecniche, materiali e linguaggi espressivi, la ricerca di Alice Padovani trae origine dagli archetipi di meraviglia e repulsione. Con uno spirito classificatorio simile a quello neosettecentesco, essa unisce alla spontaneità dell’impulso creativo, il rigore del metodo scientifico. Passando attraverso installazioni, assemblaggi e disegni, nelle sue opere propone frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce, dove la memoria naturale e quella personale si fondono.

Laureata in Filosofia e in Arti Visive Padovani sviluppa il proprio percorso di artista visiva che la porta a esporre in mostre personali, collettive e fiere d’arte a carattere nazionale e internazionale, e a ricevere numerosi premi e riconoscimenti. I suoi lavori fanno parte di alcune importanti collezioni in Italia e all'estero.